CHE COSA È LA PEDAGOGIA CLINICA

La pedagogia clinica è una disciplina dedicata alla persona, che trova in tecniche e metodologie peculiari le risposte necessarie al vasto panorama dei bisogni personali ed educativi dell’individuo.

Studia, approfondisce e rinnova dinamiche personali e metodi educativi finalizzati ad aiutare il singolo individuo e il gruppo a crescere in senso armonico per raggiungere nuovi equilibri e nuove disponibilità allo scambio con gli altri.

È dunque la scienza che guarda l'essere umano nella sua completezza, che si pone l'obiettivo di orientare i processi di sviluppo verso orizzonti di crescita, capaci di organizzare nuove intese, nuovi equilibri, affinché egli possa affrontare con consapevolezza e coscienza le nuove situazioni che gli si presentano nei diversi periodi dell’esistenza.

Il Pedagogista Clinico  è un professionista del settore socio-educativo che, grazie a metodi e tecniche di verifica e di intervento proprie della Pedagogia Clinica/Pedagogia in Aiuto alla Persona, svolge attività rivolte a persone di differenti età e con diversificati disagi.

Differenziandosi da un modello sanitario, non si concentra sui disturbi e le incapacità ma considera l’individuo nella sua interezza ed ha come obiettivo quello di integrare  e valorizzare tutte le sue parti come originali e possibili risorse per fronteggiare i momenti di difficoltà.

La consulenza Pedagogica Clinica offre uno sguardo sensibile, promuove momenti di intesa a sostegno delle potenzialità dell'individuo, capace di originare momenti di stimolo riflessivo e di crescita dell'autostima sollecitando il recupero di risorse prima di allora silenti, rendendo la scoperta un'efficace processo di crescita personale...rendendo così la persona protagonista del proprio cambiamento.

Gli aspetti maggiormente coinvolti nella consulenza diventano le emozioni e la motivazione personale, motori del cambiamento. Non occorre una diagnosi particolare per iniziare il percorso, ma quest’ultimo inizia già dall'incontro empatico di conoscenza, senza necessità di definire o “etichettare” una persona, dando un nome alle sue difficoltà. Si lavora soprattutto sulle potenzialità, utili fonti per compensare incertezze e problematiche sorte nella quotidianità.